Mida Forniture srl |soluzioni edili, cartongesso, pittura, pavimenti, accessori per edilizia

Per l’applicatore

La Mida Forniture s.r.l si avvale del proprio ufficio tecnico per offrire agli operatori del settore forniture di materiali edili* e servizi di formazione teorico-pratica per l’informazione/applicazione di prodotti e nuovi sistemi di costruzione/ristrutturazione mettendo a disposizione il proprio Know How al fine di coadiuvare il cliente nelle scelte di soluzioni più idonee alle proprie esigenze.

* Nell’ambito di una capillare rete di vendita, la MIDA FORNITURE S.r.l., in rapporto alle minime quantità stabilite, garantisce la consegna dei prodotti disponibili in magazzino, su l’intero territorio Sicilia / Calabria e Malta. Per particolari quantità e/o tipologia di articoli, verrà esaminato il caso specifico.

F.A.Q. per risolvere esigenze informative, tecniche, strutturali e di certificazione sistema

FAQ

Quali altezze possono raggiungere le pareti in gesso rivestito Knauf?

Le pareti in gesso rivestito Knauf possono raggiungere altezze notevoli, anche oltre i 10 m, previo opportuno dimensionamento della struttura metallica (spessore dell’acciaio del profilo montante, sezione del profilo ed interasse tra profilo e profilo). Per calcolare la struttura da realizzare si può visionare la tabella “Altezze massime di pareti” a pagina 3 della scheda tecnica “W11 – Pareti Knauf ad orditura metallica”. Per pareti più alte, consultare i tecnici Knauf che possono fornire una specifica verifica statica.

Posso appendere carichi alla parete ( quadri, mensole, pensili, …)?

È possibile appendere quadri, mensole e pensili in quanto le pareti Knauf possono essere caricate fino a 40 kg per ogni metro lineare di parete. Per quanto riguarda i quadri e gli oggetti leggeri si possono utilizzare ganci e chiodini ordinari, che a seconda della loro tipologia possono portare 5, 10 e 15 kg. Per le mensole ed i pensili, la cui altezza deve essere almeno 30 cm, i fissaggi dovranno essere almeno due, distanziati di 75 cm. I tasselli idonei sono quelli ad espansione in plastica o metallo, come tasselli Tox e tasselli Molly. Per i dati specifici sulla resistenza alla strappo si consiglia di consultare pagina 15 della scheda tecnica “W11 – Pareti Knauf ad orditura metallica” dove sono indicati i diametri dei tasselli da usare ed il diagramma per determinare il numero di fissaggi nel caso le mensole ed i pensili pesino più di 40 kg/m.

Come si comportano le lastre di gesso rivestito in condizioni di umidità (bagni, cucina,…)?

Il gesso dal punto di vista igrometrico si comporta come un “polmone”: assorbe l’umidità in eccesso nell’aria e la rilascia quando l’aria stessa è troppo secca. Tuttavia, per la finitura degli ambienti soggetti ad elevati tassi di umidità, si possono impiegare le Idrolastre® GKI (H) Knauf che sono realizzate per di resistere alle situazioni più gravose in locali con elevati picchi di umidità, come bagni e cucine, senza subire alterazioni ne’ deformazioni.

Quali sono le misure di ribassamento (min e Max) del controsoffitto dal solaio?

Le quote di ribassamento del controsoffitto dal solaio variano a seconda del tipo di gancio, di orditura e di rivestimento utilizzato. Con il Sistema D111 (gancio semplice e orditura singola) si realizzano controsoffitti in aderenza all’intradosso del solaio. Con i sistemi di sospensione (tipo Knauf D112) si possono realizzare ribassamenti da 15 cm a diversi metri (in funzione della tipologia di aggancio).
E’ importante ricordare che, in funzione della prestazione finale richiesta (acustica, antincendio…), si dovrà tenere conto di specifiche prove di laboratorio che riporteranno le caratteristiche di montaggio e quindi le distanze dai solai

Posso appendere carichi al controsoffitto in gesso rivestito?

È possibile appendere dei carichi al controsoffitto avendo rispettato gli interassi dell’orditura metallica ed utilizzando i tasselli adatti. Se i carichi non superano i 6 kg di peso, possono essere fissati al rivestimento per ogni luce di lastra. Un carico compreso tra i 6 ed i 10 kg dovrà essere fissato in corrispondenza dell’orditura di supporto del controsoffitto. Carichi superiori, che portano ad eccedere i limiti indicati dal metodi di dimensionamento, devono essere fissati secondo le indicazioni della scheda D11 (pag. 24).

Come si comportano i controsoffitti Knauf all’azione sismica?

I controsoffitti Knauf hanno un ottimo comportamento antisismico, se realizzati con gli accessori idonei. Ideale è il Sistema a pendini rigidi fissati con coppiglio, ovvero il gancio Knauf Nonius, che in abbinamento con i profili portanti Knauf C 60/25, profili più rigidi e con maggior base d’appoggio per le lastre, sono stati certificati antisismici con prove condotte presso l’Istituto Giordano nel 2003.

Cosa posso realizzare con il Sistema Knauf Aquapanel Outdoor?

Con il Sistema Aquapanel® Outdoor è possibile realizzare in esterno praticamente tutto ciò che viene realizzato in interno con i sistemi a secco: pareti, contropareti con e senza coibentazione, controsoffitti, rivestimenti di canne fumarie e tubazioni in genere. Inoltre è possibile creare velette e cornicioni ed è di facile impiego per riqualificare facciate esterne, potendo sagomare e curvare le lastre in cemento rinforzato Aquapanel.

Quale finitura può essere applicata sulle lastre Aquapanel?

Le lastre Aquapanel Outdoor devono essere rasate con lo stucco a base cementizia che fa parte del Sistema Aquapanel (Exterior Basecoat). Sulla rasatura si può applicare direttamente la pittura. Nel sistema Indoor, in alternativa, si può incollare un rivestimento ceramico sulla lastra dopo una mano di Primer per lastre Aquapanel.

Il Sistema Aquapanel viene impiegato in ambiti diversi dall’Edilizia?

Le lastre in cemento rinforzato Aquapanel, nate per essere complementari alle lastre in gesso rivestito, si presentano comunque come un sistema molto versatile: sono impiegate ad esempio per rivestimenti di gallerie e sottopassi stradali, idonee ad impieghi…”universali”.

Cosa significa “Isolamento Acustico”?

Quando in un ambiente si trova una sorgente sonora il rumore generato tende a propagarsi nei locali adiacenti ed a quelle sovra e sottostanti attraverso due principali vie di trasmissione:

– rumori trasmessi per via aerea,
– rumori trasmessi per via strutturale.

Al fine di rendere gli ambienti “acusticamente isolati” gli uni dagli altri occorre intercettare tutte le vie di passaggio del rumore.

In riferimento ai rumori aerei si definisce “Isolamento Acustico” D di un elemento costruttivo, ad esempio una partizione verticale interna, il valore, espresso in dB, definito dall’espressione:

D = L1 – L2 [dB]

dove L1 ed L2 sono i livelli sonori misurati in opera, rispettivamente nel locale disturbante ed in quello disturbato.

L’isolamento acustico offerto da un elemento costruttivo rappresenta pertanto l’effettivo comportamento e quindi l’attenuazione reale del rumore dell’elemento una volta installato in opera. Infatti il montaggio e le modalità di realizzazione ne modificano sostanzialmente il comportamento acustico cosicché si rende necessaria la misura “in situ” una volta costruito l’edificio.

La norma ISO140/IV fa riferimento al cosiddetto “Isolamento Acustico Normalizzato” Dn, ottenuto aggiungendo al valore dell’isolamento acustico un termine correttivo che tiene conto del tempo di riverberazione del locale di ricezione.

Dn = L1 – L2 + 10Log T/T0 [dB]
dove T0 è il tempo di riverberazione di riferimento pari a 0,5 s.

Quali sono gli accorgimenti costruttivi da rispettare per il miglior risultato acustico delle pareti?

Definita la tipologia di parete con un adeguato valore del Potere Fonoisolante si tratta di definirne i nodi di collegamento con le strutture adiacenti (pareti ortogonali e solaio sovra e sottostante) al fine di limitare le trasmissioni laterali:

1. Lungo tutto il perimetro della parete sarà necessario prevedere la posa del nastro vinilico mono/bi-adesivo ad elasticità permanente e spessore 3,5 mm, con funzione di taglio acustico, interposto tra l’orditura metallica della parete e le pareti/solai perimetrali.

2. Il collegamento parete – pavimento dovrà prevedere il fissaggio della parete direttamente sul solaio grezzo e la realizzazione successiva del massetto di sottofondo, meglio se di tipo galleggiante. Qualora ciò non fosse possibile e si dovesse procedere prima alla stesa del massetto si consiglia di realizzare comunque un giunto nel massetto in corrispondenza della parete.

3. Similmente il collegamento parete – soffitto dovrà prevedere il fissaggio della parete direttamente al solaio e successivamente il ribassamento con il controsoffitto. Qualora per esigenze impiantistiche sia necessario realizzare prima il controsoffitto continuo e quindi le pareti divisorie si consiglia di interrompere il rivestimento del controsoffitto in corrispondenza della parete.
In ogni caso una particolare attenzione dovrà essere presa affinché serramenti non adeguati, o impianti contenuti nella parete non costituiscano percorsi secondari o ponti acustici in grado di ridurre il livello di isolamento previsto.

Quali incrementi di isolamento acustico si possono ottenere con controsoffitti in lastre di gesso rivestito?

Quando applichiamo ad un solaio un controsoffitto in gesso rivestito, creiamo un divisorio doppio: ciò equivale a separare la partizione orizzontale in due elementi divisi da una lama d’aria. Tale lama d’aria, compresa tra il solaio e il controsoffitto, assicura tra essi un legame elastico simile ad una molla.

Una installazione efficace dal punto di vista acustico dovrebbe limitare al minimo indispensabile le trasmissioni per via solida tra controsoffitto e solaio, con sospensioni a taglio acustico, e tra controsoffitto e pareti laterali (ponti acustici).

La presenza di un pannello fibroso fonoassorbente fra controsoffitto ed il solaio è fondamentale per evitare la messa in risonanza dei due strati quando essi vibrano con la stessa frequenza ed inoltre limita il funzionamento come cassa di risonanza della cavità.

Il miglioramento che si ottiene dalla posa di un controsoffitto varia in funzione di numerosi parametri, primo tra tutti la massa superficiale del solaio sovrastante, ed a seguire la tipologia del controsoffitto, ovvero massa del rivestimento, intercapedine e tipo di sospensioni.
La norma DIN 4109-11.89, Suppl. 1 Tab. 11, 12, 13 e 15 fornisce il valore stimato R’w per l’isolamento acustico di solai pieni con controsoffitti in lastre di gesso rivestito.

Posso intervenire sul rumore da calpestio?

Per ridurre la trasmissione dei rumori d’urto è necessario interrompere la continuità del percorso per via solida delle vibrazioni, ciò può essere fatto con 3 tecniche di intervento:

1. rivestimento del solaio con uno strato smorzante superficiale (moquette, tappeti, pavimenti resilienti)

2. creazione di un taglio acustico fra pavimento e solaio: pavimento galleggiante con interposto un materiale elastico (fibra minerale, gomma, sughero…..) fra il solaio ed il massetto, che può essere in cls tradizionale o a secco (p.es. Sistema Knauf F145)
realizzazione di un controsoffitto sull’intradosso del solaio sospeso elasticamente; affinché questo intervento sia efficace oltre che per la parte di vibrazioni che si trasmettono per via aerea anche per la parte trasmessa attraverso le strutture, è necessario rivestire le pareti laterali con contropareti: si realizza così nell’ambiente disturbato una scatola nella scatola costituita dalla muratura.

Cos’è il R.E.I. (resistenza al fuoco)?

Con la sigla R.E.I. si definisce la Classe di Resistenza al Fuoco di un componente edile.
Resistenza al Fuoco: < Attitudine di un elemento da costruzione (componente o struttura) a conservare, secondo un programma termico prestabilito e per un tempo determinato, la stabilità “R”, la tenuta”E”, l’isolamento termico “I” >. (def. dal D.M. 30/11/1983)

Cos’è la Classe di Reazione al Fuoco di un materiale?

La Classe di Reazione al Fuoco individua l’attitudine di un materiale ad accendersi quando è innescato da una piccola fiamma a propagare l’incendio quando è in presenza di un forte calore radiante.
Reazione al Fuoco: < Grado di partecipazione di un materiale combustibile al fuoco al quale è sottoposto. In relazione a ciò i materiali sono assegnati alle classi 0, 1, 2, 3, 4, 5 con l’aumentare della partecipazione alla combustione; quelli di classe 0 sono non combustibili >. (def. dal D.M. 26/6/1984)

Che differenza c’è tra “R” e “REI”?

La Classe di Resistenza al Fuoco R.E.I. (suddivisa in Classi per multipli di 15 minuti, in base alla durata delle prestazioni R, RE, REI) richiede che vengano rispettati i requisiti espressi in termini di:

– stabilità R (capacità di un elemento costruttivo, portante o no, di conservare la resistenza meccanica sotto l’azione del fuoco);

– tenuta E (attitudine di un elemento di partizione a non lasciar passare né produrre, se sottoposto all’azione del fuoco su un lato, fiamme, vapori o gas caldi sul lato non esposto);

– isolamento I (attitudine di un elemento costruttivo a ridurre, entro un determinato limite, la trasmissione del calore).
I componenti edilizi come pareti e solai richiedono, in genere, Classe R.E.I., mentre componemti edilizi come travi, pilastri ed elementi strutturali richiedono, in genere, solo la classe R.

Le pareti in gesso rivestito hanno un buon comportamento antisismico?

Le pareti Knauf hanno un ottimo comportamento antisismico in quanto realizzate su orditure metalliche che in caso di sisma sono in grado di deformarsi elasticamente e di riacquistare la forma originale. Inoltre, con i sistemi a secco si realizzano pareti di gran lunga più leggere (ca. 45 kg/mq) rispetto ai sistemi massivi tradizionali, caricando di meno le strutture portanti e realizzando sistemi più sicuri.

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